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la politica: un vecchio gioco massonico

13 Giu

Destra, sinistra, centro, conservatori, socialisti, nazionalsocialisti, fascisti, anarchici, comunisti democratico-cristiani, rivoluzionari e riformatori, alla fine il gioco della politica e’ sempre la stessa: dividere le persone e non unirle sotto un unico principio. Le differenze ideologiche, politiche e istituzionali si basano su strutture costruite ad hoc per promuovere il dividi et impera massonico. Dall’Ermetismo di Hegel, all socialismo di Marx al pensiero anarchico di Bakunin alle idee ultranazionaliste e nazional-socialiste di Mussolini e Hitler, alla dittatura del Popolo di Stalin, ma alla fine chi ci rimette e’ proprio il popolo che dovrebbe decidere, ma alla fine non decide mai nulla. Il meccanismo politico e’ sempre il medesimo: uno sporco gioco di luci ed ombre dove acerrimi nemici fingono di esserlo ma di nascosto decidono piani gia’ prestabiliti da gruppi occulti. La fratellanza massonica esiste proprio per questo, per unire cio’ che apparentemente sembra diviso, e cosi’ e possibile decidere in loggia quello che nel parlamento non si puo’ fare apertamente. La divisione tra i popoli e le persone e’ solo apparente, ma demarcare e dividere tutto facendo credere che esistano divisioni incolmabili da un un punto di vista ideologico funziona sempre. Se voi chiedete ad un conservatore se crede che tutti abbiano diritto ad avere pari opportunita’ rispondera’ di si, se voi chiedete ad un socialista se e’ un patriota vi rispondera’ di si’ e allora cosa differenzia il conservatore dal socialista? La parola. L’utilizzo delle parole per definire, posizioni ideologiche e frammentare posizioni e’ un vecchio trucco: chiamo qualcosa con un nome per differenziarlo da altro,  definire socialista, comunista, o nazionalista e come dire penna, carta, tavolo e sedia, definisco qualcosa affinche’ si crei una linea di demarcazione tra cio che e’ qualcosa e cio’ che quel qualcosa non lo e’, ma chiedete ai massoni se credono in questo e essi vi risponderanno di no. Queste linee di demarcazioni delle parole e’ utile proprio a chi vuole le divisioni, ma chi sa che tali demarcazioni politiche non esistono e sono una loro invenzione non le usera’ mai per definirsi. I massoni hanno i riti diversi ma si ritengono tutti fratelli, i politici invece hanno correnti, gruppi, posizioni partiti e schieramenti e tutti anche nello stesso partito si sentono diversi. Questa strategia e’ ancora in atto, se solo le persone lo capissero una buona volta, che le differenze su principi comuni come: rispetto dell’altro, democrazia, diritto appartengono a TUTTI e non solo a determinati schieramenti politici, avremmo sicuramente l’unica vera rivoluzione non pilotata dalla massoneria nella storia.

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Pubblicato da su 13 giugno 2012 in massoneria, politica, politica europea

 

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